Taglio stipendi, il dialogo come base per ripartire (VIDEO)

Taglio stipendi, il dialogo come base per ripartire (VIDEO)


CORONAVIRUS SERIE A TAGLIO STIPENDI – In questo periodo complicato, in cui si vive in un perenne equilibrio tra la lotta contro questo maledetto virus e la sempre più importante sfida contro la crisi economica, a creare discussioni ci si è messo in questo periodo anche il mondo calcistico.

Una delle questioni più importanti discusse negli ultimi giorni è stata il taglio dello stipendio da parte delle società calcistiche nei confronti dei calciatori. Ad oggi, le decisioni prese dai dirigenti dei maggiori campionati europei, sono state diverse. In Italia la prima squadra a muoversi è stata la Juventus che ha trovato un accordo con i calciatori a favore di un taglio di quattro mensilità (marzo, aprile, maggio e giugno) ed un successivo recupero, da luglio, di due mensilità e mezza. Ciò vuol dire che il taglio netto, salvo possibili integrazioni, sarà di solo una mensilità e mezza.

Nei giorni scorsi anche l’Assemblea di Serie A si è mossa in tal senso proponendo ai calciatori un taglio di quattro mensilità se non si dovesse riprendere il campionato e di due mensilità nel caso in cui si dovesse ricominciare a giocare a giugno. L’AIC (Associazione italiana calciatori) attraverso le parole del presidente Damiano Tommasi ha definito questa proposta “vergognosa e irricevibile”. Rimane il fatto che per quanto l’assemblea di Serie abbia proposto questo accordo è conseguenziale che, a livello contrattuale, ogni giocatore individualmente avrebbe poi dovuto trattare con il club di appartenenza a prescindere dalla proposta dell’assemblea.

Analizzando oggettivamente la questione è evidente che i giocatori debbano rinunciare al massimo allo stipendio riferito ai mesi in cui non hanno svolto l’attività sportiva. La strada più probabile rimane comunque quello della contrattazione individuale. E’ anche vero che, in questo momento eccezionale, le parole di Damiano Tommasi sono risultate poco piacevoli anche in vista di un dialogo che, dalla politica allo sport, deve essere la base per poter ripartire uniti in questa imminente Fase 2.

Gianmarco Vocalelli

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