Roma-Inter, l’intervento di Paolo Bonolis su Non è la Radio-RomaTube (audio e video)

Roma-Inter, l’intervento di Paolo Bonolis su Non è la Radio-RomaTube (audio e video)

Durante la trasmissione ‘Cor Core Acceso’ di RomaTube.it in diretta sulle frequenze di Non è a Radio, è intervenuto il noto conduttore televisivo, nonché tifoso dell’Inter, Paolo Bonolis, il quale ha parlato della partita.

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Intervita Paolo Bonolis

Buongiorno signor Bonolis. Innanzitutto buon anno. Come sta?
“Bene grazie a Dio, per come si possa stare bene in questo periodo, però stiamo bene dai”.

Che partita si aspetta tra Roma e Inter?
“A dire la verità mi aspetto una bella partita. L’Inter è incappata in questo passo falso di Genova, in una partita simile a quella del Napoli con lo Spezia: tante occasioni tutte finite fuori per un pelo, mentre la squadra avversaria ha tirato fuori 4 occasioni, un rigore e un gol. L’Inter ora gioca particolarmente bene, mancava anche Lukaku, la Roma pure gioca splendidamente bene, con una punta estremamente mobile come Borja Mayoral o con un’altra punta tecnica come Dzeko. Non sapere da dove arrivi il nemico, incrociandosi come fanno Pedro e Mkhitaryan o chi per loro, rende problematica la lettura da parte della difesa avversaria. Mi aspetto dunque una bella partita, poi sarà quel che sarà”.

Avete finito le registrazioni di “Avanti un Altro”? Come è andata con la pandemia di mezzo?
“No, non le abbiamo terminate, stiamo aspettando che riaprano le Regioni in qualche modo affinchè i concorrenti possano venire da più parti, altrimenti rischiamo di fare una trasmissione a stampo regionale con solo quelli di Roma e non è sicuramente quello che abbiamo fatto sino ad ora. Insomma, è una stagione che è stata difficile per tutti, per molta gente lo è stato molto più difficile di quanto lo è stato per noi, quindi vanno accettate queste difficoltà per un tentativo di risoluzione del problema”.

Cosa pensi di Antonio Conte? L’Inter è obbligata a vincere il campionato?
“Beh, obbligata, una squadra come l’Inter, non lo è ma è doveroso che lo sia, nel senso che società importanti come Milan, Juve, Inter, Roma, Napoli, sono squadre che hanno il dovere di lottare per questo. Poi, giacchè sono in tante, non è detto che ci riescano tutti assieme, ci riesce una. Quindi è un dovere loro. Immagino che squadre costruite con economie importanti, rose importanti, non posso scendere in campo e non pensare di vincere ogni singola partita che giocano. Se dovesse questo accadere hai vinto automaticamente il campionato, Chiaramente è un dovere di queste società pensare allo Scudetto. Poi chiaro, con tutte le apotropie del caso come “quella parola non la pronunciamo” come lo stesso di fa per la finale di Champions che non va guardata la Coppa, sono ca****e che noi umani facciamo perchè il destino è iperscrutabile e quindi tentiamo di ingraziarcelo in qualche maniera facendo questi tipi di ritualità, poi è chiaro che queste società hanno il diritto/dovere di lottare per lo Scudetto. Detto questo, cosa penso di Conte? Penso che abbia una spiccata attitudine al comando e alla quadratura della squadra, con delle fisse che sono difficili da togliere perchè incistite nell’animo della persona. Io per esempio non ho ancora capito perchè abbiamo preso un centrocampista come Vidal, che tra l’altro faceva scopa con Nainggolan, che son giocatori hanno fatto leva nella loro carriera su una fisicità, di corsa, di potenza che ad una certa età non c’è più e, tolta quella prerogativa, sono due giocatori normalissimi, che ragionano come se avessero ancora quelle prerogative fisiche quindi vanno fuori tempo sbagliando quello che devono fare perchè non ce la fanno. E questo credo sia un errore di mercato non indifferente. Quindi credo che l’Inter abbia un paio di zavorre che se riuscisse a togliersi, non per mancanza di rispetto verso i campioni che sono, ma perchè non possono più esercitare quelle loro potenzialità in quanto a quell’età non ce la fai. E che invecchio solo io?! Anche oneri economici da sostenere dalla società girandoli su qualcosa di più utile e fresco”.

Dove nasce la tua passione per l’Inter?
“Mio padre è nato a Milano e mi ha cresciuto così. Ora mio papà non c’è più da tanto tempo, quindi sono cresciuto guardando, quel poco che si poteva, le partite in bianco e nero dell’Inter insieme a lui: vederle ora è come stare ancora con mio padre”.

Hai un ricordo che ti lega a Roma-Inter?
“Certo! Fu la prima partita di campionato che vidi nella mia vita, dato che la prima partita che vidi in assoluto fu la finale degli Europei del ’78: andammo all’Olimpico, stavo in curva, ero bambino e non vedevo niente perchè, come ben sai, sei piccolo e hai tutti giganti davanti, io era come se la sentissi via radio. Però abbiamo vinto gli Europei. La prima partita che vidi in campionato fu proprio un Roma-Inter giocata al San Paolo di Napoli, poichè era squalificato il campo dell’Olimpico, e andammo lì con papà e mio zio, con lui che era tifoso della Roma: la partita finì 3-3 se non sbaglio e pure là non ho visto nulla, però ero un po’ più grande quindi qualcosa l’ho vista”.

Chi toglieresti alla Roma?
“Sicuramente Mkhitaryan, anche se mi piacciono anche altri giocatori pure: Smalling, Veretout e Spinazzola”.

Torneresti a condurre un programma sportivo?
“A me piacerebbe molto. Ora che sto raggiungendo le soglie di una certa età non mi dispiacerebbe per niente, un po’ come il percorso di Raimondo Vianello, mi piacerebbe molto. L’ho fatto tanto tempo fa con una trasmissione che si chiamava “Serie A” ma purtroppo non sono stato beh accolto dal giornalismo sportivo di quella sede e dopo 7/8 puntante, che stavano andando anche bene, salutai tutti e me ne andai perchè a lavorare a dispetto dei Santi sinceramente non mi va. Si era creata questa casta lì, guidata dal “penombra”. Lo chiamavo io così e non ricordo nemmeno più il suo vero cognome: lo chiamavo così perchè, appunto, aveva questo atteggiamento penombrino, cupo e arcigno e lavorare in quelle condizioni è fuori luogo, ma perchè?!”.

Hai un messaggio di apertura per i teatri in questo periodo difficile?
“Posso mandare un messaggio relativo, in quanto non sono un tecnico, non sono un medico, non sono un politico, non sono un economista, non sono un amministratore. So che questi, come altri, son i settori certamente più penalizzati. Non so come affrontare questa cosa, non so dare delle soluzioni, mi auguro solo che finisca tutto il prima possibile”.

Che ricordo hai di Luciano Spalletti all’Inter? Cosa pensi della sua gestione di Totti? E sullo scambio fatto in passato tra Nainggolan e Zaniolo?
“Lo scambio è stato sfortunato per voi e per il ragazzo: lo seguivo già dal Viareggio, dalla Primavera con l’Inter, ne parlavo anche con Ausilio ripetendo quanto mi piacesse quel ragazzo. Lo scambio lo vidi con una certa preoccupazione proprio per le stesse motivazioni che ti dicevo prima di Vidal: sono giocatori che ad un certo punto non sono più in grado di dare quello che avevano costruito sino a quel momento in carriera per una ragione prettamente biologica, ad un certo punto non ce la fai più. Come l’esterno di fascia: dopo i 32 anni non ce la fai più, con tutto che ci si metta d’impegno. Zaniolo era giovane, fresco e potete all’ora e lo è ancora e mi auguro che torni il prima possibile, mentre Nainggolan non lo era più. Mi è sembrato uno scambio tra figurine: c’ho er nome grosso e me lo prendo io e a te do la figurina piccola. Fu uno scambio che non vidi bene. Spalletti? Persona formidabile con noi. Nel calcio ci sta che due strade non convergano più. Attualmente credo sia ancora a stipendio dell’Inter. Mi auguro che trovi presto una squadra: un po’ per le nostre economie, un po’ per la sua gioia. Rapporto con Totti? Non ne ho idea. Non ho mai seguito le vicende a Trigoria. Francesco è una persona cara con la quale parlo spesso ed avrà avuto le sue buone ragioni. Nel mondo del calcio quello che esce sono una parte infinitesimale rispetto a ciò che è realmente accaduto. Ricordo anche in casa nostra la storia di Mauro Icardi: ti pare che una società così attenta alle economie come l’Inter cinese lasci deteriorare un patrimonio così importante a fronte di una cavolata? Deve essere successo qualche altra cosa”.

Oggi è tornato Maicon e andrà al Sona, che ne pensi?
“Lui è stato un giocatore formidabile, un colosso, ma vale quello che ho detto prima: gli anni sono gli anni, la birra è buona (ride ndr), i successi ottenuti credo che abbiano ormai appagato il campione ma allo stesso tempo ha voglia di giocare a pallone e i piedi non si scordano, non si dimentica come trattare la palla. L’unica cosa è che quella rimbalza e tocca correrle appresso. Anche io avevo buoni piedi ma ti assicuro che mi si muove troppo quella sfera e diventa problematico stargli appresso”.

La tua ex moglie è americana: cosa pensi della situazione di Capitol Hill?
“Sono già finiti. Tutte le cose hanno un inizio e una fine e la natura umana continua a girare su sè stessa, producendo sempre le stesse cose: talvolta in un luogo, altre volte in un altro ma i meccanismi sono sempre gli stessi. A ogni scelta è legata una rinuncia: qui tutti vogliono scegliere senza rinunciare a un c***o”.

Michele Spuri

Direttore responsabile SportCorner.net. Nato a Roma, classe '92, sin da piccolo ha la passione per lo sport (calcio e tennis in primis). Si cimenta nei suoi primi articoli creando un piccolo blog, prima di entrare a far parte di alcune redazioni di testate giornalistiche. Laureato in 'Scienze della Comunicazione' e 'Informazione, Editoria e Giornalismo'. Giornalista pubblicista | Speaker radiofonico | Radiocronista Virtus Roma | Inviato Giro d'Italia | Inviato Internazionali d'Italia