NBA, trionfo Bucks! Tre punti per cui è stata una stagione indimenticabile

NBA, trionfo Bucks! Tre punti per cui è stata una stagione indimenticabile

fonte foto: Twitter @Bucks

Archiviata la stagione NBA che ha visto trionfare i Bucks contro Phoenix in Gara-6 si devono necessariamente tirare le somme e delineare tre punti che hanno reso indimenticabile questa stagione.

I SUNS

Il primo punto è sicuramente l’exploit che hanno avuto i Phoenix Suns dopo numerose stagioni concluse agli ultimi posti della classifica della Regular Season. Quest’anno, trainati dal veterano Chris Paul e dal fenomeno Devin Booker, hanno chiuso la stagione ad Ovest al secondo posto con uno score di 51 vittorie e 21 sconfitte. Basta un solo dato per poter comprendere l’impresa sfiorata da parte degli uomini di Monty Williams. Dalla stagione 16/17 alla stagione 18/19 i Suns si sono sempre classificati per ultimi e lo scorso anno hanno avuto uno score di 34 vittorie e 39 sconfitte, non riuscendo a qualificarsi ai playoff. Sicuramente l’innesto di Chris Paul ha portato quell’esperienza che ai Suns mancava da tempo e che ha permesso di arrivare ad un passo dal sogno, arrendendosi solo a Gara-6. Punta di diamante il Coach, Monty Williams, che subito dopo la sconfitta ha ringraziato e si è complimentato con gli uomini di Buldenholzer (il Coach dei Milwaukee) pronunciando un discorso da far ascoltare a tutti gli amanti dello sport. Ha creato un grande gruppo e quest’anno potrebbe aver rappresentato per lui e i suoi uomini l’inizio di una serie di successi.

I GRANDI ASSENTI

Il secondo punto riguarda i “grandi assenti” del circuito. Nessuno, ad esempio, avrebbe pronosticato Brooklyn fuori in semifinale ad Est. E’ vero che si sono arresi solo in Gara-7 contro i campioni 2021 (i Bucks) ma una squadra formata da giocatori del calibro di Durant, Irving, Griffin e Harden doveva fare di più. Ha pesato, molto probabilmente, la precaria forma fisica di Harden che ha mollato gli uomini di Steve Nash nel momento più importante della stagione. Rimangono però, i Nets, la squadra più deludente tra le squadre favorite ad inizio anno per vincere l’anello.
Altra squadra non pervenuta sono stati i campioni uscenti, i Los Angeles Lakers, che sono stati sconfitti ad Ovest dai Suns ma che durante tutta la stagione non hanno mai dimostrato di poter raggiungere i livelli dell’anno prima. Forse perché appagati dalla vittoria dell’anno precedente, carica anche a livello emotivo data la scomparsa di Kobe Bryant all’inizio del 2020, i Lakers hanno deluso in quanto sulla carta favoriti dalla presenza del giocatore più forte del circuito, LeBron James, forse distratto dalle riprese del film in uscita a settembre in Italia “Space Jam 2”. Inoltre, incapaci di confermare quanto di buono dimostrato nell’arco della stagione, i Philadelphia e i Jazz, rispettivamente arrivati primi in stagione ad est e ad ovest, continuano a mancare il salto di qualità nei playoff. Eliminati, oltretutto, da squadre che non hanno nemmeno raggiunto le finals.

MVP: GIANNIS ANTETOKOUNMPO

Il terzo ed ultimo punto è dedicato alla maestosità di Giannis Antetokounmpo, cestista greco di origini nigeriane, che dal 2013 gioca nei Milwaukee Bucks. In otto anni ha aumentato la sua massa muscolare di 23 chili, è diventato il fulcro del gioco dei Bucks ed ha mantenuto quella umiltà che gli ha permesso di entrare nell’Olimpo dell’NBA. In gara-6 delle Finals ha messo a segno 50 punti con 14 rimbalzi e 2 assist ed ha permesso a Milwaukee di aggiudicarsi il secondo titolo della sua storia, atteso da oltre quarant’anni. Una squadra partita sfavorita e resa grande da un giocatore tecnicamente impeccabile e fisicamente imponente tanto da diventare MVP NBA. Nei periodi in cui si ipotizzava un suo possibile trasferimento in altre squadre, lui parlava di voler portare i Bucks sul tetto del basket americano. Detto, fatto!

E’ stata una stagione diversa che ha visto la riapertura degli stadi. La speranza per un ritorno alla normalità in attesa di rivedere altre imprese come quella dei Milwaukee Bucks!

Gianmarco Vocalelli