NBA, LA NOTTE DI KOBE

NBA, LA NOTTE DI KOBE

fonte foto: Twitter @Lakers

LA NOTTE DEL BLACK MAMBA

La notte più difficile, quella che ogni appassionato di sport non vorrebbe mai vivere. Questa notte, allo Staples Center, si è celebrato il ricordo di uno dei più grandi sportivi di tutti i tempi. E’ toccato ad Usher, cantante internazionale, aprire le danze con il brano “Amazing Grace”. Nel buio totale, le parole di Usher e le immagini di Kobe giocatore, padre ed amico.

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Ciao Kobe!

Subito dopo Ben Hong ha suonato con il violoncello “Hallelujah” mentre in tutto il palazzetto risuonavano le parole del Black Mamba. Una cerimonia straziante e piena di dolore di una comunità intera, quella dei Lakers, che si è unita in questo momento di difficoltà. Una delle più belle immagini rimarrà quella dei giocatori dei Lakers seduti vicino agli spettatori. Tutti uniti.

Il saluto dell’amico LeBron

Infine, è toccato all’amico LeBron James, che il giorno prima della tragedia indossava le scarpe con una dedica proprio nei confronti di Bryant dopo averlo superato nella classifica all-time per punti segnati in carriera. Il destino, a volte, è crudele. Questa notte LeBron ha preso il foglio con il discorso scritto e lo ha buttato.

“Voi, tifosi di Kobe, meritate un discorso che provenga dal cuore”. Ha ricordato la famiglia, le vittime dell’indicente aereo ed infine le imprese compiute da Kobe e dai Lakers. Un discorso sofferto che si è concluso con un “Vivrai per sempre, fratello!”.

I primi 24.2 secondi (24 il numero di maglia di Kobe, 2 il numero di maglia della figlia 13enne Gianna Maria Onore, soprannominata Gigi) con la palla in mano a LeBron, la partita che inizia e Portland che onora il ricordo giocandosi la partita fino alla fine e riuscendo a portarsela a casa. Le parole di Lillard (48 punti messi a referto) alla fine danno il senso della serata. “Qui, oggi, non ha vinto nessuno. Potevamo solo onorare la partita come ha sempre fatto lui” afferma il giocatore dei Trail Blazers.

Una notte indimenticabile. Non ti dimenticheremo mai “Black Mamba”!

Gianmarco Vocalelli

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