Il caso Balotelli: quando la stupidità oscura anche il campo

Il caso Balotelli: quando la stupidità oscura anche il campo

E’ stato difficile provare ad organizzare le idee per questo editoriale. La settimana sportiva ha offerto vari spunti di riflessione: come le vittorie di Juventus ed Inter, che continuano una rincorsa a due per lo scudetto, i tanti problemi, anche di spogliatoio palesati dal Napoli, le due romane, che vincono partite importanti, il Milan che sprofonda in una crisi tattica oltre che di risultati ed un super Cagliari, in grado di annientare sul piano del gioco, la tanto celebrata Atalanta, a Bergamo.

Razzismo nel calcio, un male difficile da estirpare

Purtoppo però è il caso di spendere parole su altro – e purtroppo l’argomento non è una bella giocata né qualcosa di piacevole per occhi o orecchie. Ricostruendo l’accaduto, nel secondo tempo della partita tra Hellas Verona e Brescia, il giocatore Mario Balotelli, dopo aver subito ululati razzisti, prende in mano il pallone e lo scaglia verso la curva scaligera. Il ragazzo minaccia poi di uscire dal campo e deve essere fermato da compagni di squadra ed avversari. L’arbitro come da procedura sospende la partita. Poi si riparte ed il match termina con la vittoria dell’Hellas per 2-1. A seguito di questo episodio il Brescia accorcerà le distanze proprio con un goal del giocatore italiano.

Il post partita

Il post partita, ha del tragicomico, come spesso abbiamo assistito al termine di questi avvenimenti. Juric allenatore della squadra di casa, fa del negazionismo, per lui non ci sono stati episodi di razzismo (accadimenti provati anche da audio e video in mondo incontestabile, ndr). Il DS del Verona che afferma, che non si può parlare di razzismo e che il razzismo c’era prima nella città di Romeo e Giulietta, ma non ora e che gli ululati sono venuti da circa quindici persone. Un capo ultras dell’Hellas, Luca Castellini, noto per essere anche un esponente di Forza Nuova, oltre che per essere stato condannato per aver picchiato un cittadino di fede islamica, afferma che: “Balotelli non sarà mai del tutto italiano. In spregio a numerosi articoli di legge e soprattutto andando a infrangere la legge Mancino.

Cosa accadrà?

Ovviamente la procura sta indagando su questo episodio, le inchieste aperte sono due, una nei confronti di ignoti per quei cori (con possibile applicazione del DASPO), l’altra verso Luca Castellini, che sicuramente subirà il DASPO fino al 2030, ma che anche la società Hellas Verona ha fatto sapere, non essere persona gradita dopo l’intervista rilasciata su Mario Balotelli. Curiosa la reazione dell’amministrazione comunale che minaccia, azioni legali contro la FIGC e Mario Balotelli.

Infine ridicolo il comunicato stampa degli ultras dell’Hellas Verona, che invece di prendere le distanze da quanto accaduto parlano del pallone scagliato dall’attaccante verso la loro curva. Per concludere lo stesso Balotelli ha detto di non considerare Verona città razzista, ma solo quegli idioti che lo fischiavano.

È difficile commentare questo episodio, in quanto specchio purtroppo di una situazione italiana, esasperata dall’odio su cui la politica lavora per ottenere voti e che i mass media cavalcano per ottenere visualizzazioni. Inutile anche in questa sede ribadire quanto solo con l’educazione si possano fermare episodi del genere. Utile, invece, rimarcare come nel 2019 la negazione di diritti universalmente riconosciuti, non possa che essere stigmatizzata a prescindere dalla fede sportiva, religiosa o politica del caso.

Flavio Sarrocco

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