GP Arabia Saudita 2022, il toro Verstappen doma il cavallino rampante Leclerc

GP Arabia Saudita 2022, il toro Verstappen doma il cavallino rampante Leclerc

fonte foto: Twitter @Max33Verstappen

La seconda tappa stagionale ci ha regalato un masterclass tra due talenti cristallini pronti a soppiantare la vecchia generazione ora in difficoltà tecnica. Il futuro della F1 è diventato, tutto d’un tratto, un presente che porta con sé una quota di aggressività e intelligenza tattica che richiama molto il passato degli anni ’80 e ’90.

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Il budello di Jeddah, che si articola in 27 pieghe con una media di percorrenza di 250 km/h con in muretti vicinissimi e sempre in agguato, rientra in quella categoria di tracciati detti in gergo front limited. Le piste di questa tipologia presentano, appunto, curve con un ampio raggio ad alta percorrenza e premiano quelle monoposto che hanno sull’asse anteriore il proprio punto di forza. Sulla carta, dunque, Jeddah sarebbe dovuta essere un buon terreno da caccia per la RB18.

I piani dei tecnici di Milton Keynes, però, sono ostacolati da un paio di fattori; in primis una finestra d’utilizzo delle coperture Pirelli molto ristretta, poi una vettura leggermente in sovrappeso. Per quanto riguarda il secondo punto per il GP dell’Emilia Romagna (4a tappa del Mondiale, ndr) è attesa una cura dimagrante. La RB18, comunque, riesce a creare tanto carico con il corpo vettura e si può permettere di estremizzare l’ottima efficienza aerodinamica e il superbo motore elettrico ad alti regimi scaricando molto le ali. Il risultato è quello di una monoposto rapidissima nella parte finale dei rettilinei che, comunque, rimane molto competitiva in curva.

Verstappen
Max Verstappen | fonte foto: Twitter @Max33Verstappen

La F1-75, come abbiamo visto in Bahrain, è una monoposto rear limited: si esalta in trazione e negli allunghi. Ovviamente, e questo vale anche per la RB-18, non significa che sia una vettura “monocorde”, tutt’altro. Le due competitor sono completissime e, se dobbiamo dirla tutta, la F1-75 sembra essere più facile da comprendere, da settare e dispone di una finestra di utilizzo delle gomme molto più ampia rispetto a quella della RB18.

Durante le PL2 del venerdì, però, Leclerc e Sainz hanno danneggiato le proprie monoposto non permettendo al team di poter raccogliere dati sul passo gara. Questo si è rivelato essere un momento decisivo della gara, tanto quanto quello della VSC che, mi permetto d’aggiungere, non ha visto nessun “magheggio” da parte del Campione del Mondo in carica.

Ferrari, senza dati, ha deciso di andare sul sicuro, confidando su un elevato degrado gomme e decidendo di caricare molto le ali. Con la Soft il degrado c’è stato, con la Hard no. Questo ha permesso a Red Bull e Verstappen di entrare nella loro piccola finestra e di poter sfruttare la velocità di punta per sorpassare e battere, di misura, Leclerc e la sua Ferrari. Inutile dire come il loro duello sia stato da antologia.

Sainz e Leclerc
Sainz e Leclerc | fonte foto: Twitter @ScuderiaFerrari

Sfortunato il poleman Sergio Perez, sull’altra Red Bull. In testa durante tutto il primo stint ha pagato prima un errore strategico da parte del muretto, poi un ritmo non eccellente durante lo stint sulle Hard. Perde il podio battuto da Carlos Sainz, crollando al 7°posto in classifica staccato da 33 lunghezze dal leader Leclerc e da 13 dal suo compagno di squadra Verstappen (3°).

Per Sainz, invece, si apre ora uno scenario interessante. Sia in Bahrain che a Jeddah non è stato minimamente all’altezza di Leclerc in gara. Nonostante ciò si trova in 2^piazza in graduatoria generale con 12 punti di svantaggio da Leclerc e 12 punti di vantaggio da Verstappen. Quello di Melbourne sarà già un weekend sliding door per il Campionato dello spagnolo: diventerà co-attore protagonista o sarà la spalla del monegasco?

Dietro Ferrari e Red Bull accade che Mercedes si conferma 3a forza in pista. Russell è 5°, staccato di 33” dal leader nonostante una Safety Car. Hamilton è solamente 10°. Il suo weekend è stato condizionato dalla ricerca di un assetto estremo al sabato (16°, eliminato in Q1 per la prima volta dal Brasile 2017) e da un errore strategico durante il regime di VSC.

La 4a forza sembrerebbe essere stata Alpine. Il team francese, però, è stato protagonista di uno sconto fratricida tra Alonso e Ocon nelle prime battute di gara, perdendo tempo prezioso su Russell. Dopodiché lo spagnolo dovrà ritirarsi, mentre Ocon chiude 6°. Haas, dopo il violento botto di Schumacher al sabato, raccoglie due punti con Magnussen 9° autore di una longeva lotta con Hamilton. Non raccoglie nulla, invece, Alfa Romeo; Zhou è stato vittima di varie penalizzazioni, mentre Bottas si è dovuto ritirare per preservare il suo Power Unit Ferrari.

Ferrari
fonte foto: Twitter @ScuderiaFerrari

Segnali di vita da parte di McLaren, con Norris 7°, mentre Ricciardo è costretto al ritiro. AlphaTauri non parte neppure con Tsnunoda (Power Unit RBPT k.o. prima della partenza), ma conquista 4 punti con l’8°posto di un Gasly vittima di problemi intestinali. Deludono Williams e Aston Martin. Quest’ultimo team dovrebbe riaccogliere Sebastian Vettel in occasione del GP d’Australia in programma tra due settimane.

Giuseppe Pascuzzi

admin